Archivi categoria: RIFLESSIONI

Sorridi Sempre (dedica agli Amici)

Qualche giorno fa, per la festa della donna, ho ricevuto auguri vari. Io onestamente non sono molto favorevole a questa festa, o in generale a celebrazioni che sono ormai diventate troppo commerciali e di cui ci si dimentica il significato. Fiori recisi regalati…le mimose poi, che una volta recise dall’albero puzzano e basta, cene costose. Io sono dell’idea che le donne (come anche gli uomini, che poverini hanno un peso non indifferente nella storia del mondo, e nelle nostre vite, ma che spesso diamo per scontati) vadano celebrate sempre, e insieme. Però magari di questo ne parliamo un’altra volta?

Dicevo, l’8 marzo, una persona mi ha mandato il link a questa poesia di Alda Merini, e la volevo condividere con voi, anche perchè rappresenta un po’ il mio “motto” e lo stile di vita che ho cercato di intraprendere da quando mi sono trasferita in Australia.

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Buon Natale!

Ma è un’eternità che non scrivo!
Perdonate la mia assenza. Ci sono stati periodi in cui avrei voluto scrivere tante cose e invece tutto si è perso nella testa e le parole sono rimasti pensieri astratti. Poi potrei usare lo studio come scusa. Durante i mesi di università, soprattutto gli ultimi, non è che ci sia stato molto da raccontare. Mi sono persa un mucchio di eventi perchè avevo delle scadenze da rispettare, e perchè sono pessima nel gestire il tempo, ma bravissima a procrastinare. Però insomma adesso non ho più scuse…ho un sacco di tempo libero! Continua a leggere Buon Natale!

Until​ we meet again.

Non so cosa mi aspettassi quando pensavo che il mio soggiorno di cinque settimane a Torino sarebbe stato rilassante. Sono state le cinque settimane più intense dell’ultimo anno. Fantastiche, ma non rilassanti. Piene di emozioni, lacrime, baci, abbracci, saluti, incontri, re-incontri, feste e notti bianche. Ma la mia idea di rilassante è un’altra. Non so neanche come io possa aver immaginato di avere del tempo durante il giorno per dormire, leggere e godermi la mia città. I primi due giorni forse (ma anche no visto che già sabato quando sono arrivata a casa ho avuto il piacere di rivedere due delle persone a me più care, oltre a papà e mamma ovviamente) ho avuto il tempo di passeggiare e riempirmi gli occhi di Torino e le sue strade, e l’atmosfera estiva che rende tutti più sorridenti e meno stressati. Ma l’inizio della settimana ha segnato l’inizio della guerra per stare con me. E la mia incapacità di dire di no, ha trasformato la mia vacanza in un Tetris in cui all’ultimo livello non riesci più a incastrare tutti i mattoncini e perdi. Mi ero data delle priorità, oltre ad avere impegni da rispettare. Ho fin da subito deciso che, si, avrei visto con piacere tutti, ma tutti quelli che mi avrebbero cercata, e soprattutto quelli che sono stati presenti nella mia vita anche durante l’ultimo anno. Chiamatelo egoismo, chiamatelo egocentrismo, chiamatelo menefreghismo, ma ammettiamolo..cinque settimane non sono tante, e quando hai anche matrimoni, compleanni, visite, vacanze private con mamma e papà da incastrare, diventa una questione di priorità. Quindi mi scuso fin da subito se non ho dedicato troppo tempo ad alcuni amici, non è stato per cattiveria. Sono sicura che capirete.
La mia vacanza italiana è stata per la maggior parte passare del tempo con amici e famiglia. Ma non parlerò di questo, perchè a nessuno importa e andrei troppo sul personale. Piuttosto mi soffermerei su alcuni aspetti italiani e torinesi ma anche australiani di cui ogni volta mi dimentico…e che hanno lasciato il segno! Continua a leggere Until​ we meet again.

Australia Day, Invasion Day o Survival Day?

Quella appena finita è stata una settimana di dibattiti. Dibattiti intorno alla festa nazionale celebrata il 26 gennaio con il nome di Australia Day. Un po’ come in Italia si celebra la Repubblica Italiana o il giorno della liberazione, qui si celebra il giorno in cui il capitano Arthur Phillip sbarcò sul continente nella baia di Sydney e iniziò formalmente la colonizzazione. O genocidio.
Se non conoscete la storia australiana vi invito seriamente ad informarvi. Senza nessuno sforzo su wikipedia troverete le informazioni generali. Se invece vi interessa approfondire, magari potreste leggere articoli interessanti su come la popolazione aborigena, forse la più antica popolazione indigena DEL MONDO, sia stata sterminata con l’arrivo dei nostri antenati Europei, e ancora oggi dopo anni e anni di trattati e lotte non sono padroni della loro terra.
Non ci tengo a farvi il pippone su questo argomento, ma è da qualche settimana che si parla dell’Australia Day e di cosa fare quel giorno. La tradizione vuole che si organizzi un barbeque tra amici a base di agnello (e tanta birra). Ogni anno iene anche organizzata una manifestazione di protesta. I cittadini chiedono da anni di cambiare la data dell’Australia Day, con una data che effettivamente celebri l’Australia e le sue qualità senza mancare di rispetto alla popolazione indigena che ANCORA esiste ed è ANCORA vittima di discriminazioni.
C’è chi come me non ha fatto niente di particolare se non un pic-nic con gli amici…non sono australiana ma non sono neanche così d’accordo nel celebrare lo sterminio di una popolazione. Forse è più un giorno per ricordare e ringraziare chi ci ha accolti senza possibilità di scelta e con il proprio sangue. E’ per ricordare che, ragazzi….sono un emigrata anche io, una di quelle privilegiate certo, ma pur sempre una persona che sta cercando di costruirsi un futuro in un altro paese, reclamando gli stessi diritti. Molti australiani (parlo della generazione emigrata nel dopoguerra) spesso considerano i nuovi emigrati meno che niente…gente che sta sovraffollando il paese, rubando lavoro ad altri e per questo si sentono giustificati quando sottopagano o sfruttano europei venuti per fare un’esperienza di vita. Non ti aspetteresti di sentire frasi razziste…non a Melbourne almeno. “Dude”, io sono qui esattamente come lo eri tu sessant’anni fa, e cent’anni fa…condizioni diverse, anni diversi, ma siamo pur sempre degli invasori. La differenza è che noi non usiamo armi. Ma ogni volta che pensiamo all’Australia Day come giorno di festa, dovremmo invece immaginarcelo come navi europee che sbarcano su una terra incontaminata e iniziano a sparare a vista a ogni essere umano presente sul territorio.
Per darvi un’idea (attivate i sottotitoli) https://youtu.be/LX__i-zeaWs Continua a leggere Australia Day, Invasion Day o Survival Day?

Benvenuto 2017

Benvenuto 2017.

Sono un po’ in ritardo, ma tra la Tasmania (dove il cellulare prende pochissimo e da nessuna parte!), il ritorno, capodanno e il ritorno al lavoro, solo ora mi siedo davanti al computer tranquilla con tempo e voglia di scrivere. In questi giorni ho letto tanti post di “addio al 2016”, su blog o su facebook. Auguri per il nuovo anno, buoni propositi e riassunti di quello appena finito.Tra tutti però, mi ha colpito il pensiero di Francesca, l’Immigrata allo sbaraglio (strano eh), che come al solito con le sue parole è riuscita a esprimere parte di quello che sento anche io da quando mi sono trasferita in Australia.

“Se potessi scegliere passerei il giorno di Natale con la mia famiglia […]. Ma siamo lontani, molto lontani, e non è possibile ritrovarsi ogni anno durante questo periodo. Chi emigra deve imparare ad avere a che fare anche con questo. Non abbiamo le nostre famiglie vicino e dobbiamo trarre il meglio da quello che abbiamo, a volte lo passiamo assieme ed è fantastico e a volte lo passiamo separati, ed è bello lo stesso. Vivere all’estero, tra le tante cose, significa adattarsi e cercare di vedere le cose positivamente, anche quando si tratta di lontananza dalle proprie famiglie di origine e di passare le feste lontani. Non significa che vogliamo meno bene o che non ce ne frega di loro, significa che facciamo il meglio per vivere la distanza con serenità” Continua a leggere Benvenuto 2017

Natale on the road!

E improvvisamente è Dicembre.
Il 1 Dicembre in Australia vuol dire l’inizio dell’estate. Anche se a Melbourne più che estate sembra finalmente arrivata la primavera…con alcuni giorni incredibilmente caldi.
Dicembre è il mese del ponte dell’Immacolata, dell’albero di Natale e del presepe, delle luci di Natale per strada. Dicembre è Natale, la corsa per comprare i regali all’ultimo minuto, è la cena della vigilia da Nani, è l’aprire i regali sotto l’albero in salotto con Micia e mamma, con una colonna sonora – ogni anno diversa – mentre mamma prende il the e ci prepariamo per la lunga giornata di cibo. Natale è pranzo da una nonna e merenda e cena dall’altra, perchè da figlia di separati, si deve trovare il modo per accontentare tutti. E poi c’è anche il brindisi con gli amici dopo cena, quelli che ancora hanno le forze di alzarsi da tavola e uscire. Perchè se Natale va a braccetto con “famiglia”,nel mio caso “famiglia” va a braccetto con “amici”. Parte fondamentale della famiglia.
Dicembre è mese di cappotto e sciarpa, magari qualche fiocco di neve se si è fortunati…e se non nevica, comunque c’è il freddo a ricordarci che è inverno.  Continua a leggere Natale on the road!

Senso di impotenza vieni a me!

Dopo i terribili avvenimenti di qualche giorno fa, non mi sono ancora espressa.
Non è che ci sia molto da dire in effetti, se non che sono triste. Leggo le notizie (ci provo) ogni mattina, anche se mi ero ripromessa di non farlo. Ne ho abbastanza di morti, stragi, politici corrotti. Quando un amico che abita a Roma ha pubblicato uno strano status su Facebook, la notte stessa del terremoto, quasi ironizzando e sdrammatizzando, non avevo subito intuito la gravità della situazione. Per me era già mattina, e ancora nessuna notizia dalla stampa. Quindi davvero non avevo capito. Poi dopo qualche ora le immagini. I video. I titoli che annunciavano i morti. Quindi mi sono detta che ok, non avevo voglia di essere scossa per giorni da quelle immagini. Poi inevitabilmente ti trovi ad aprire articoli, e interviste, e leggi titoli di testata. E diventi profondamente triste.
Poi leggi di Giorgia, e del cane che ha svegliato i padroni. E come Pollyanna ti ritrovi a pensare che un po’ di buono, di bene, c’è sempre.
Però il senso di impotenza ti pervade.
Perchè sei dall’altra parte del mondo e non c’è molto che tu possa fare.
Soprattutto vista la completa noncuranza (e incompetenza?) da parte del consolato Italiano a Melbourne nell’organizzare qualsiasi cosa…raccolta fondi, messaggini…cazzo ne so, qualcosa!
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