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I say NUP to the CUP.

Dico NO alla COPPA. Per saperne di più –> Coalition for Protection of Racehorses

L’Australia vanta diverse tradizioni…o meglio  public holiday, feste nazionali ignoranti. La prima è Grand Final Day, che per fortuna c’è già stato. Il venerdì prima della finale di footy, è festa nazionale. Va beh. Magari gli italiani potrebbero richiedere al presidente della repubblica di creare una festa nazionale per la finale di Champion (?). Poi c’è il Queen’s Birthday che però non è neanche il giorno del compleanno della regina. Poi c’è la festa dei lavoratori, che è un giorno diverso in ogni stato australiano (mi sembra di averne già parlato in passato). Poi ci sono le feste religiose normali: Natale e Pasqua…però l’Epifania e Ferragosto non sono contemplate.

Poi c’è Melbourne Cup day. La Melbourne Cup è un giorno solo ed è public holiday solo in Victoria. Ma le corse di cavalli non iniziano o finiscono quel giorno.

“Melbourne cup is the race that stops the nation”

Qualche fatto interessante: Continua a leggere I say NUP to the CUP.

Aria di cambiamento

Voglio cercare di mettere per scritto un po’ di cose che stanno invadendo la mia testa. E quindi sarò un fiume in piena. E’ da un po’ che penso di farlo per vedere cosa viene fuori. Scrivere senza pensarci troppo.

Oggi mi è venuta un’idea geniale. Che potrebbe fare diventare ricco e famoso qualcuno in futuro. Un’assistente personale nella testa. Non una reale, ma semplicemente una personalità diversa che metta ordine, faccia liste e poi e metta anche in atto! Chiariamo una cosa prima. Io sono bravissima a fare liste. Sono bravissima a organizzare. Sono Gemelli. Però sono anche una bravissima procrastinatrice, e sono pigra, e insomma…alla fine le liste le faccio anche (dovreste vedere la mia scrivania a lavoro), sia su carta che nella testa, ma quando ci sono troppe cose da fare impanico e faccio le cose un po’ alla rinfusa, senza metodo. A scuola non me l’hanno mai insegnato. O forse si ma io ho una memoria fotografica. 

Un’assistente personale in testa risolverebbe il problema. 

Per far capire un po’ cosa succede e il perchè della confusione partiamo dal lavoro. Ho iniziato a lavorare 5 giorni a settimana da un paio di mesi. Quindi non ho più 3 giorni liberi. Non ho più il sacro venerdì per fare le cose noiose che non si fanno il sabato e la domenica. Io il sabato e la domenica mi rilasso, mi porto a pranzo fuori con i miei libri, vado a passeggiare, vado a yoga, vado ad arrampicare, vedo amici. Il venerdì era per il bucato, le pulizie, la burocrazia, la spesa. 

Non avendo più il venerdì per fare quelle cose, cerco di farle quando torno da lavoro. Ma non le faccio. Ed ecco che entrerebbe in gioco la mia assistente personale a cercare di mettere ordine a tutto questo….

…cercare di non sclerare in ufficio ed riuscire anche a rispettare le deadlines, e nel mentre anche socializzare a pranzo senza pensare alla marea di cose nella ‘to do list’; studiare per l’esame d’inglese (che è tra una settimana aiuto); impacchettare 4 anni di vita in Australia e 2.5 anni in una casa; cercare un’altra casa, in internet ma anche organizzare inspections; aiutare gli amici che arrivano, e gli amici che si trasferiranno, vedere gli amici che se ne andranno; andare almeno 2 volte alla settimana a yoga; organizzare il viaggio in Nepal, cancellare il viaggio in Nepal, richiedere il rimborso dei biglietti aerei del Nepal, cercare di andare al cinema e non riuscirci; prendere le erbe per stare meglio, nutrire il gatto,  prendere il magnesio, lavarmi, fare il bucato…ricordarsi di mangiare. Ecco mi sembra tutto. Le mie ultime due settimane. Easy peasy. 

Ma insomma, in tutto sto casino che è la mia vita al momento, sono anche capitate cose molto belle. 

Ho conosciuto Mario, di un paesino vicino Brescia, che ha vissuto qualche giorno da me prima di buttarsi nella grande incognita che è l’Australia. 

Ho conosciuto Ven, con cui sto cercando casa (no, non è il mio fidanzato…però conosce Brett Tucker). 

Valentina e Andrea hanno comprato un business e apriranno un Vegan Cafe in una carinissima cittadina in campagna dove io conto di trasferirmi metodicamente durante il weekend appena si saranno sistemati. 

Sono andata nei Grampians ad arrampicare in falesia…una BOMBA ATOMICA! 

Ho ricevuto due inviti per Natale da passare a casa di amici e le loro famiglie. 

La mia collega ma soprattuto amica Julia mi ospiterà a casa sua fino al 23 ottobre e ieri mi ha detto che vuole che io mi senta a casa e in famiglia. E’ una bellissima cosa da sentirsi dire quando si vive lontano dalla propria famiglia. 

Qualche mese fa sono diventata “zia” di un bellissimo bambino rotondo che cerco di vedere spesso.  

Finalmente, dopo 4 anni, ho un network di amicizie su cui posso contare.

La comunità in cui vivo al momento è fatta di persone che se vedono uno sciame d’api sul marciapiede mezze moribonde aspetta che i beekepers lo raccolgano e portino le api al sicuro, di persone che ti prestano le stampelle quando ti azzoppi, e ti regalano mobili per arredare casa, scatole per il trasloco (che loro hanno appena fatto) e che ti fanno anche entrare e vedere la casa e conoscere il cane, di donne che si supportano a vicenda.

E’ una comunità, non un quartiere. Ed è il tipo di comunità in cui voglio vivere e crescere. Ho regalato i limoni del nostro albero a una ragazza l’anno scorso, e lei due giorni dopo mi ha portato un barattolo di limoni conservati sotto sale. Per il mio compleanno, ho organizzato una delle mie cene. Eravamo in 10, il mio tavolo era troppo piccolo e non avevo sedie. Una famiglia mi ha prestato un tavolo, e un’altra mi ha prestato le sedie.

In cambio di cosa? DI NIENTE. 

Sento che questa voglia di far parte di una comunità, di qualcosa di significativo, del cambiamento, sta crescendo. Solo a Melbourne, la marcia per il clima ha contato 100mila persone. Il che è impressionante se si pensa che a Torino ce n’erano 50mila ma che Melbourne è una città di 5 milioni di abitanti. Greta ha postato una foto della marcia di Torino sul suo profilo Instagram. Non vi fa sentire orgogliosi? Non vi fa percepire che qualcosa si sta muovendo nonostante i regimi quasi fascisti in cui viviamo (Australia inclusa)? 

Provate a sorridere alla gente per strada e vedere cosa cambia dentro di voi. Fa strano? Certo. Meglio! Usciamo dalla nostra comfort zone e proviamo a vedere cosa cambia. 

Io l’ho fatto. 

Il “mio” angolo di paradiso

C’è un posto a Melbourne, conosciuto a molti, ma non a tutti, dove si respira aria di campagna, pur essendo nel mezzo della città. E’ Abbotsford Convent e tutto il terreno che lo circonda. E’ un angolo di paradiso. Il mio angolo di paradiso. Anche se c’è sempre un sacco di gente, soprattutto adesso che inizia a fare caldo! 

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Rinnovare il passaporto a Melbourne

Se vi manca l’arroganza e l’atteggiamento di superiorità e menefreghismo di chi lavora negli uffici pubblici italiani, fate visita al Consolato Generale d’Italia a Melbourne. Vi scalderà il cuore e vi sentirete di nuovo a casa. E poi, dopo un tuffo di qualche secondo in madrepatria, vi ricorderete cosa non vi manca, e tutte le ragioni che vi hanno portato dall’altra parte del mondo.

Qualcuno afferma che gli australiani, con i loro modi gentili e affabili, sono fake, falsi. Che è tutta facciata, che sono superficiali con tutti i loro modi gentili e affabili.

Non mi soggermerò sul carattere degli australiani, questo è argomento per un post a parte. Può anche essere vero, che facciano finta, può essere vero in alcuni casi, può essere semplicemente una differenza culturale, o semplicemente non hanno nessun motivo per essere nervosi e scontrosi, dipende dai punti di vista. Onestamente io preferisco un australiano falso che però mi sorride e mi tratta bene, piuttosto che gli impiegati degli uffici pubblici italiani. Scontrosi e già nervosi alle 9 di mattina.
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La mia vita da single…

…è stata molto colorita in questi tre anni in Australia. Ma mi sono resa conto che non ve ne ho mai parlato. Però ve lo voglio raccontare, perchè è la domanda a cui rispondo più spesso “Ele come va? Ti stai vedendo con qualcuno? Racconta…”

E quindi, eccomi, ve lo racconto. E no, non mi vedo con nessuno al momento

Ognuno è diverso e vive la sua esperienza in Australia in modo diverso. E io vi racconto, come sempre, la mia. C’è chi arriva in Australia con il partner e ci rimane (con il partner), c’è chi arriva con il partner e non torna, c’è chi parte con un partner e ritorna single o con un altro, c’è chi arriva da solo e trova un partner australiano, italiano, cinese etc e decide di mettere su famiglia qui in Australia. C’è chi arriva da solo e riparte da solo.  Continua a leggere La mia vita da single…

30 in Australia

Avete mi riflettuto cosa sono stati i vostri primi trent’anni di vita? E cosa sono stati per i vostri genitori? Trent’anni di esistenza in questo mondo significa un sacco di cose. Respirare a pieni polmoni, aprire gli occhi, i primi sorrisi, trent’anni di ricordi, di immagini impresse nei nostri occhi e nella nostra memoria, persone di passaggio, persone rimaste nel cuore, la scuola, i primi amori, i pianti, gli amici, i peli sulle gambe e sotto le ascelle, il seno e i primi reggiseni, le mestruazioni, la ceretta, il primo taglio di capelli, il topino dei denti, scoprire che Babbo Natale non esiste, imparare a scrivere e a leggere, imparare a camminare!

Che fenomeno meraviglioso la vita!  Continua a leggere 30 in Australia

Le serate tranquille con le amiche.

Anche Anna se n’è andata. Questa cosa di salutare gli amici mi sta sfuggendo un po’ di mano. Sono stati troppi negli ultimi mesi. Adesso basta.

Anna però è partita con il botto si può dire. Non solo sarà difficile dimenticare lei, ma sarà difficile dimenticare l’ultima serata passata con lei!

Sabato sera siamo uscite. E’ stata una serata colorita. Bianco, verde, blu, rosso, nero, giallo e blu…questi i colori di ieri sera.

BIANCO perchè era il giorno del Royal Wedding. E io non potevo perdermelo. Così come non potevo non uscire con la mia amica solo perchè Harry e Meghan si sposavano in diretta mondiale. Per fortuna agli australiani piace guardare gli eventi importanti al pub. Sì, anche il matrimonio reale.
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