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Un'altra italiana in Australia con qualcosa da raccontare.

Il cerchio che si chiude

Stamattina fuori dall’ufficio ho incrociato le ragazze in bici di MissV che una volta a settimana puliscono il cowork dove lavoro. Mentre aspettavo che finissero mi sono messa a chiaccherare con una delle due, la quale, appena laureata in architettura, ha fatto la tesi con uno degli studi che pulivo io!  Ho avuto un flashback assurdo e rivisto me stessa 5 anni fa e mi e’ venuto da sorridere. 

E’ da un po’ di tempo che penso a cosa fare della mia vita. Da quella famosa serata Yoga/talk di cui vi ho parlato tempo fa. Quella serata è stato l’inizio di un periodo intenso, in cui ho dovuto prendere decisioni, in cui ho dovuto pensare molto e consultarmi con amici e famiglia. Quella sera ha segnato l’inizio di una serie di eventi che sono culminati stasera con una lettera di dimissioni. L’ho fatto. Sono una di quei pazzi che ha deciso di non fare del lavoro d’ufficio il proprio progetto di vita. 

Mi sento come se si fosse chiuso il cerchio.
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AUSTRALIAN NEWS (a modo mio) – INCENDI parte 2

Un mio caro amico dall’Italia stamattina mi ha chiesto cosa sta succedendo in Australia. Quindi ho pensato che per un motivo o per l’altro le notizie non arrivano, o quelle che arrivano sono distorte.

La situazione è piuttosto grave. Gli incendi in Australia non sono una novità. Bruciano questa terra da centinaia di anni, ma non sono mai stati cosi vasti, così intensi e per un tempo così prolungato. I fumi sono arrivati in Nuova Zelanda! Vi rassicuro dicendo che nella zona in cui vivo (e in generale a Melbourne città) non ci sono stati incendi o persone evacuate. I fumi degli incendi sono arrivati a Melbourne due giorni fa e l’aria era irrespirabile. Oggi (domenica) piove, ma non sta piovendo nelle aree colpite dagli incendi. Io spero che voi possiate vedere video, foto, articoli della devastazione online. Le preghiere e i pensieri e la condivisione e i likes su Fb non sono abbastanza…bisogna AGIRE ORA!

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Australian NEWS (a modo mio) – Incendi

Ho deciso di utilizzare questo spazio per raccontarvi di questo paese e di quello che succede. Mi sono resa conto che lo faccio poco, concentrandomi di più su cosa faccio io e sulle mie riflessioni. E chi non c’è mai stato continua a pensare che l’Australia sia il mondo dei balocchi. Il problema è che non ho idea di che notizie arrivino in Italia. Ogni tanto mamma mi manda degli articoli che trova sul Guardian o CNN. Di sicuro avrete sentito degli incendi che stanno devastando il New South Wales. Ma poi…vi arrivano notizie del POI? E le notizie minori? Gli incendi in Victoria? Il fatto che il venerdì prima di Natale a Melbourne ci fossero 44 gradi e la città era coperta da una leggera coltre di fumo arrivata dagli incendi fuori Melbourne?
Quindi stamattina ho aperto il quotidiano The Age, e dopo aver letto i primi due articoli ho pensato che fosse interessante aprire una diversa rete di comunicazione e condividerli con voi. E poi magari potreste anche farmi delle domande se vi interessa sapere qualcosa di più o di diverso? Non aspettatevi oggettività. Sapete come penso e come scrivo. Siete avvisati!

Parlando di incendi…sono iniziati almeno tre mesi fa. La stagione degli incendi di solito si apre con l’inizio dell’estate (1 Dicembre). Vivendo in città nella nostra bolla, siamo ignari di quello che succede intorno a noi. Ma solo perché non li vediamo o annusiamo, non vuol dire che non esistano. Continua a leggere Australian NEWS (a modo mio) – Incendi

Incontri e scambi

La mia password del computer è HappyEle2016 (poi magari domani la cambio). Il 2016, dopo un anno in Australia ad adattarmi, è l’anno in cui ho deciso di lavorare su me stessa e stare bene. Basta attacchi d’ansia nei supemercati, attacchi di pianto in biblioteca, basta perdere il controllo, basta fare scelte perchè ‘è la cosa giusta da fare’. Il 2016 è stato l’anno in cui ho SCELTO di essere felice, di nuovo. E mi piacerebbe  dire che lo sono. Sempre. Ma mentirei. La verità è che, se ancora non lo aveste capito, la felicità per noi essere umani è un sentimento temporaneo. La felicità non esiste. E voi direte “ ma che ne sa Elena di felicità”. Assolutamente niente e non ho questa presunzione. Ma ho iniziato un percorso, e ho voglia di raccontarmivi la mia verità. Come ho sempre cercato di fare.

La felicità come la pensiamo noi occidentali non esiste. L’essere umano è, e sarà eternamente insoddisfatto se e quando vive secondo le regole sociali contemporanee. Il segreto non sta nel fare di tutto per raggiungere la felicità nostra (e degli altri). Il segreto sta nel capire chi siamo, cosa vogliamo, ed esprimere il nostro essere interiore, essere i veri noi stessi, trovare il proprio dharma, il proprio sentiero e seguirlo (ciò non significa che se hai studiato architettura il tuo dharma è diventare architetto e fare la fame tutta la vita). Una passeggiata considerando la rete intricata di sentieri inesplorati tra cui scegliere che ci troviamo costantemente di fronte.

Sto divagando come al solito.

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I say NUP to the CUP.

Dico NO alla COPPA. Per saperne di più –> Coalition for Protection of Racehorses

L’Australia vanta diverse tradizioni…o meglio  public holiday, feste nazionali ignoranti. La prima è Grand Final Day, che per fortuna c’è già stato. Il venerdì prima della finale di footy, è festa nazionale. Va beh. Magari gli italiani potrebbero richiedere al presidente della repubblica di creare una festa nazionale per la finale di Champion (?). Poi c’è il Queen’s Birthday che però non è neanche il giorno del compleanno della regina. Poi c’è la festa dei lavoratori, che è un giorno diverso in ogni stato australiano (mi sembra di averne già parlato in passato). Poi ci sono le feste religiose normali: Natale e Pasqua…però l’Epifania e Ferragosto non sono contemplate.

Poi c’è Melbourne Cup day. La Melbourne Cup è un giorno solo ed è public holiday solo in Victoria. Ma le corse di cavalli non iniziano o finiscono quel giorno.

“Melbourne cup is the race that stops the nation”

Qualche fatto interessante: Continua a leggere I say NUP to the CUP.

Aria di cambiamento

Voglio cercare di mettere per scritto un po’ di cose che stanno invadendo la mia testa. E quindi sarò un fiume in piena. E’ da un po’ che penso di farlo per vedere cosa viene fuori. Scrivere senza pensarci troppo.

Oggi mi è venuta un’idea geniale. Che potrebbe fare diventare ricco e famoso qualcuno in futuro. Un’assistente personale nella testa. Non una reale, ma semplicemente una personalità diversa che metta ordine, faccia liste e poi e metta anche in atto! Chiariamo una cosa prima. Io sono bravissima a fare liste. Sono bravissima a organizzare. Sono Gemelli. Però sono anche una bravissima procrastinatrice, e sono pigra, e insomma…alla fine le liste le faccio anche (dovreste vedere la mia scrivania a lavoro), sia su carta che nella testa, ma quando ci sono troppe cose da fare impanico e faccio le cose un po’ alla rinfusa, senza metodo. A scuola non me l’hanno mai insegnato. O forse si ma io ho una memoria fotografica. 

Un’assistente personale in testa risolverebbe il problema. 

Per far capire un po’ cosa succede e il perchè della confusione partiamo dal lavoro. Ho iniziato a lavorare 5 giorni a settimana da un paio di mesi. Quindi non ho più 3 giorni liberi. Non ho più il sacro venerdì per fare le cose noiose che non si fanno il sabato e la domenica. Io il sabato e la domenica mi rilasso, mi porto a pranzo fuori con i miei libri, vado a passeggiare, vado a yoga, vado ad arrampicare, vedo amici. Il venerdì era per il bucato, le pulizie, la burocrazia, la spesa. 

Non avendo più il venerdì per fare quelle cose, cerco di farle quando torno da lavoro. Ma non le faccio. Ed ecco che entrerebbe in gioco la mia assistente personale a cercare di mettere ordine a tutto questo….

…cercare di non sclerare in ufficio ed riuscire anche a rispettare le deadlines, e nel mentre anche socializzare a pranzo senza pensare alla marea di cose nella ‘to do list’; studiare per l’esame d’inglese (che è tra una settimana aiuto); impacchettare 4 anni di vita in Australia e 2.5 anni in una casa; cercare un’altra casa, in internet ma anche organizzare inspections; aiutare gli amici che arrivano, e gli amici che si trasferiranno, vedere gli amici che se ne andranno; andare almeno 2 volte alla settimana a yoga; organizzare il viaggio in Nepal, cancellare il viaggio in Nepal, richiedere il rimborso dei biglietti aerei del Nepal, cercare di andare al cinema e non riuscirci; prendere le erbe per stare meglio, nutrire il gatto,  prendere il magnesio, lavarmi, fare il bucato…ricordarsi di mangiare. Ecco mi sembra tutto. Le mie ultime due settimane. Easy peasy. 

Ma insomma, in tutto sto casino che è la mia vita al momento, sono anche capitate cose molto belle. 

Ho conosciuto Mario, di un paesino vicino Brescia, che ha vissuto qualche giorno da me prima di buttarsi nella grande incognita che è l’Australia. 

Ho conosciuto Ven, con cui sto cercando casa (no, non è il mio fidanzato…però conosce Brett Tucker). 

Valentina e Andrea hanno comprato un business e apriranno un Vegan Cafe in una carinissima cittadina in campagna dove io conto di trasferirmi metodicamente durante il weekend appena si saranno sistemati. 

Sono andata nei Grampians ad arrampicare in falesia…una BOMBA ATOMICA! 

Ho ricevuto due inviti per Natale da passare a casa di amici e le loro famiglie. 

La mia collega ma soprattuto amica Julia mi ospiterà a casa sua fino al 23 ottobre e ieri mi ha detto che vuole che io mi senta a casa e in famiglia. E’ una bellissima cosa da sentirsi dire quando si vive lontano dalla propria famiglia. 

Qualche mese fa sono diventata “zia” di un bellissimo bambino rotondo che cerco di vedere spesso.  

Finalmente, dopo 4 anni, ho un network di amicizie su cui posso contare.

La comunità in cui vivo al momento è fatta di persone che se vedono uno sciame d’api sul marciapiede mezze moribonde aspetta che i beekepers lo raccolgano e portino le api al sicuro, di persone che ti prestano le stampelle quando ti azzoppi, e ti regalano mobili per arredare casa, scatole per il trasloco (che loro hanno appena fatto) e che ti fanno anche entrare e vedere la casa e conoscere il cane, di donne che si supportano a vicenda.

E’ una comunità, non un quartiere. Ed è il tipo di comunità in cui voglio vivere e crescere. Ho regalato i limoni del nostro albero a una ragazza l’anno scorso, e lei due giorni dopo mi ha portato un barattolo di limoni conservati sotto sale. Per il mio compleanno, ho organizzato una delle mie cene. Eravamo in 10, il mio tavolo era troppo piccolo e non avevo sedie. Una famiglia mi ha prestato un tavolo, e un’altra mi ha prestato le sedie.

In cambio di cosa? DI NIENTE. 

Sento che questa voglia di far parte di una comunità, di qualcosa di significativo, del cambiamento, sta crescendo. Solo a Melbourne, la marcia per il clima ha contato 100mila persone. Il che è impressionante se si pensa che a Torino ce n’erano 50mila ma che Melbourne è una città di 5 milioni di abitanti. Greta ha postato una foto della marcia di Torino sul suo profilo Instagram. Non vi fa sentire orgogliosi? Non vi fa percepire che qualcosa si sta muovendo nonostante i regimi quasi fascisti in cui viviamo (Australia inclusa)? 

Provate a sorridere alla gente per strada e vedere cosa cambia dentro di voi. Fa strano? Certo. Meglio! Usciamo dalla nostra comfort zone e proviamo a vedere cosa cambia. 

Io l’ho fatto. 

Il “mio” angolo di paradiso

C’è un posto a Melbourne, conosciuto a molti, ma non a tutti, dove si respira aria di campagna, pur essendo nel mezzo della città. E’ Abbotsford Convent e tutto il terreno che lo circonda. E’ un angolo di paradiso. Il mio angolo di paradiso. Anche se c’è sempre un sacco di gente, soprattutto adesso che inizia a fare caldo! 

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