Until​ we meet again.

Non so cosa mi aspettassi quando pensavo che il mio soggiorno di cinque settimane a Torino sarebbe stato rilassante. Sono state le cinque settimane più intense dell’ultimo anno. Fantastiche, ma non rilassanti. Piene di emozioni, lacrime, baci, abbracci, saluti, incontri, re-incontri, feste e notti bianche. Ma la mia idea di rilassante è un’altra. Non so neanche come io possa aver immaginato di avere del tempo durante il giorno per dormire, leggere e godermi la mia città. I primi due giorni forse (ma anche no visto che già sabato quando sono arrivata a casa ho avuto il piacere di rivedere due delle persone a me più care, oltre a papà e mamma ovviamente) ho avuto il tempo di passeggiare e riempirmi gli occhi di Torino e le sue strade, e l’atmosfera estiva che rende tutti più sorridenti e meno stressati. Ma l’inizio della settimana ha segnato l’inizio della guerra per stare con me. E la mia incapacità di dire di no, ha trasformato la mia vacanza in un Tetris in cui all’ultimo livello non riesci più a incastrare tutti i mattoncini e perdi. Mi ero data delle priorità, oltre ad avere impegni da rispettare. Ho fin da subito deciso che, si, avrei visto con piacere tutti, ma tutti quelli che mi avrebbero cercata, e soprattutto quelli che sono stati presenti nella mia vita anche durante l’ultimo anno. Chiamatelo egoismo, chiamatelo egocentrismo, chiamatelo menefreghismo, ma ammettiamolo..cinque settimane non sono tante, e quando hai anche matrimoni, compleanni, visite, vacanze private con mamma e papà da incastrare, diventa una questione di priorità. Quindi mi scuso fin da subito se non ho dedicato troppo tempo ad alcuni amici, non è stato per cattiveria. Sono sicura che capirete.
La mia vacanza italiana è stata per la maggior parte passare del tempo con amici e famiglia. Ma non parlerò di questo, perchè a nessuno importa e andrei troppo sul personale. Piuttosto mi soffermerei su alcuni aspetti italiani e torinesi ma anche australiani di cui ogni volta mi dimentico…e che hanno lasciato il segno!

  • gli italiani guidano di merda! Ho provato ripetutamente l’emozione di evitare incidenti per un soffio. Soprattutto andando a trovare la mia nonnina in montagna nella casa di riposo. Cari torinesi, noi etichettiamo i cunesi come pessimi guidatori, ma certo non siamo migliori di loro! Forse in Australia sono esagerati a lasciare i pedoni passare al semaforo o sugli attraversamenti (c’è questa cosa in Australia che se sei un guidatore e devi svoltare e hai il verde, come i pedoni, non è che svolti e ti fermi a 5 cm dalle gambe di chi sta attraversando!) ma a Torino ti va bene se non perdi le ginocchia 3 volte al giorno.
  • i semafori non hanno il pulsante da schiacciare e il verde è automatico! Mi sono ritrovata più volte ad aspettare il verde per attraversare anche se non c’era nessuna macchina all’orizzonte…lo ammetto. Sta cosa di seguire le regole mi sta sfuggendo un po’ di mano.
  • le buste di plastica dei supermercati sono biodegradabili! (ebbene si…è qualcosa su cui molte associazioni stanno lavorando da anni in Australia, eliminare le buste di plastica. Ci sono stati dei successi recenti, ma essendo ogni stato libero di formulare le proprie leggi, a livello federale non esiste una legge che vieti la distribuzione a livello nazionale)
  • se si esce dopo cena, significa che prima delle 10pm non sei fuori casa. Mi ci è voluto un po’ per riabituarmi, considerando che io solitamente se esco per cena vuol dire che sono le 6pm e alle 11pm sono già a casa! Questo fa si che alle 2 di notte ci sia ancora gente per strada, neanche troppo sbronza, oserei dire.
  • Torino, dopo la finale di champions league, si è trasformata in una città al pari di quelle australiane o americane, in cui dopo le 8 di sera non puoi comprare neanche una bottiglia di vino. Tanto meno berla in pubblico. Il che ha creato non poco scompiglio, e se ne volete sapere di più ci sono video che testimoniano una settimana di terrore in una delle mie piazze preferite.
  • dopo aver provato l’ebbrezza di pedalare seguendo le piste ciclabili torinesi, al prossimo che si lamenta della viabilità a Melbourne regalo un biglietto aereo (no dai scherzo). Mi ricordavo fossero pessime, ma non così tanto.
  • tutta la regione Piemontese e la città di Torino, durante i tre mesi estivi ospita moltissimi festival musicali! (e io me li sono persi quasi tutti ovviamente).
  • svegliarmi la mattina e vedere le Alpi e il Monviso dalla finestra è una delle cose che mi manca di più in assoluto. In generale il fatto che in 2 ore di macchina sei in montagna e in 4 sei al mare, a seconda delle tue preferenze, e soprattutto che ci siano dei trasporti pubblici che ti portano ovunque tu voglia andare, mi manca. Non fraintendetemi, il servizio ferroviario di Melbourne funziona abbastanza bene. Se vuoi raggiungere una bella spiaggia nella baia, puoi. Se vuoi andare in campagna, puoi. Ma non esistono Ventimiglia, Varigotti, Mentone e la loro diversità. Qui ci si riempie gli occhi di sole (e di crema solare), mare azzurro (quando è pulito) e delfini se sei fortunato…ma è tutto uguale dopo un po’.

Riguardo al carattere dei torinesi non mi pronuncio, perchè onestamente non ci ho avuto tanto a che fare, al di là della tabaccaia sotto casa o dei cassieri del supermercato. In estate si è tutti più sorridenti, è un dato di fatto. I miei amici, seppur stressati dal lavoro e dalla vita hanno saputo regalarmi un sacco di risate e momenti emozionanti, che difficilmente proverò ancora.

Vorrei anche soffermarmi su alcuni aspetti dell’Australia che mi sono mancati. Prima di scrivere questo articolo, quasi come per magia, Francesca “immigrata allo sbaraglio” ne ha scritto uno tutto suo, eccolo qui… https://immigrataallosbaraglio.com/impatto/
Anche lei è stata recentemente in vacanza in Italia (e poi in Tailandia), e ammetto che ci sono alcune cose che condivido al 100% con quello che scrive lei. In particolare il cielo. Ragazzi quanto mi è mancato il cielo di Melbourne con le sue nuvole strane e le sue mille sfumature di arancione al tramonto!

Però anche il cielo torinese non scherza eh….
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Il ritorno a casa è stato un po’ strano. Da una parte è come non me ne fossi mai andata, tutto è rimasto uguale, fa solo più freddo c’è un vento che ti sposta quando cammini per strada e gli alberi sono spogli. Per il resto, a causa del mio soggiorno non pianificato ad Abu Dhabi, sono stata catapultata immediatamente nella mia quotidianità appena arrivata. Il fatto di non essere da sola a casa di sicuro aiuta a sentire meno nostalgia, a vivere il tutto più serenamente. Ed è come se fossi tornata con più consapevolezza, di me, di questo pezzo di vita, di quello che lascio indietro…e Francesca ha ragione, viaggiare apre gli occhi e la mente. E anche il cuore.

E come mi scrisse un’amica saggia “c’è una fase per tutto. Goditi la Tua Australia. Inutile ribadire che qua avrai sempre noi/me ad aspettarti a braccia aperte”.

Grazie a tutti per il tempo passato insieme.
Benvenuta Olivia.
Vi porto sempre nel cuore. Tutti.

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1 commento su “Until​ we meet again.”

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